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    July 12

    Foggia...

     

    E insomma si, da mercoledi (martedi sera per la precisione) sono tornata a casa e stress a  parte, litigate, urla e il solito tran tran familiare, in fondo mi ha fatto piacere. E questo non solo perchè potrò rivedere NINO (il fantastico parrucchiere), ma anke perchè mercoledi ho subito colto l'occasione per uscire a fare aperitivino con Mutandine sexy e Nonpossofaretardidevostudiarerosa...... Soprassiederò sul fatto che ero vestita nuda... =S E beh... appena uscita di casa ho visto una delle specie autoctone più diffuse qui a Foggia... le ragazzine fighette!!! =D    Avevo dimenticato km fosse una fighetta foggiana... O.o    Mi ha fatto un po' impressione però mi ha fatto divertire km al solito.... Per chi non lo sapesse le fighette foggiane si riconoscono dall'immancabile piastratura dei capelli, i pantaloni costosissimi troppo stretti in vita, le cinture di palladium berluccicanti e il fatto ke camminano con i piedi a papera dentro le loro gucci di vernice nera...  O.o    Soprassiedrò anke sul fatto ke sulla strada per l'Atzori ho visto un ragazzino-grezzo.... ma dirò solo ke mi preoccupa notare ke tra i ragazzini-grezzi di Foggia sta cominciando a circolare una strana corrente emo.... =S    PAURA!    

    E sono così infine giunta al consueto appuntamento con le amichette.... sul bordo della strada e sotto un semaforo.. si lo so, detto così sembriamo proprio delle... XD  E a questo punto mi viene anke spontanea la domanda... perchè ogni volta ke sono sotto casa di Rosa praticamente mi denudo e mio sistemo il reggiseno???? Mah... sarà un riflesso incondizionato....   Ho anke presentato Carlo (il tatuaggio) alle più care! =D

    Al bar poi abbiamo fatto la nostra rivisitazione di sex and the city.... Rosa Miranda, Chiara Charlotte e io Carrie... pencato ke mancasse Samantha! =( E come loro abbiamo fatto le VAMP sorseggiando MARTINI BIANCO CON GHIACCIO.... peccato ke tutta la vampaggine sia scomparsa quando abbiamo cominciato a strafocarci di rustici!!! XD   E poi niente abbiamo chiacchierato e chiacchierato, e sparlato, ec chiacchierato.... =D     E poi sono tornata a casina. XD

    E camminando camminando ho pensucchiato un po' (è una cosa ke capita troppo spesso ultimamente comincio a preoccuparmi... =S ) e mi sn accorta di quanto veramente per quelle strade, in questra città mi sento a casa mia! Mamma mia sembra ke sono io la padrona di tutto quanto!! Ed è bello camminare vestite nude senza preoccuparsi (anke se un po' mi sn mancati gli apprezzamenti ke avrei avuto su... =P ) Allora ho pensato anke ke assolutamente, in qualche modo devo portare le mie amiche di su a Foggia, voglio mostrare loro comìè stare qui!!! Com'è attraversare dove si vuole, non guardare la strada, attraversare in diagonale (la diagonale è sempre la via più breve!) e tutte queste èpiccole cose che mi fa tnt strano non trovare nelle altre città......

    E si...!!! Perchè Foggia non è solo una città piena di.... BATTERI!!!!  

    ...cronaca di un riflettuto delirio passato...

     

    PS: Ora ho paura di possibili ritorsioni da parte delle fighette.... =S Aaargh!!!

    July 07

    Ieri

    E ieri a Ozzano c'era il vento... tanto tanto vento... e io ero sul balcone alle 2 di notte e me lo godevo tutto... E c'erano gli alberi ke si scuotevano tutti, e c'era il loro fruscio, che a volte era quasi violento, e c'erano i prati, verdissimi, e le luci - ancora - di Natale sul tetto dell'albergo, ela strada di mattoni dorati, e c'era il cielo nero, e le stelle, e il grande carro proprio di fronte a me... e c'erano le luci delle case lontane... e c'era anche il camper degli abusivi lì in fondo alla strada, ma vabbè...

    E così, mentre guardavo il cielo, le stelle, gli alberi, il viottolo, il vento mi son ritrovata a pensare... E si perchè io lo amo proprio il vento, l'ho sempre amato, sin da quando ho memoria, da quando facevo le gare in bici con i miei cugini sulla strada - dissestata =S - in campagna e cadevamo e ci facevamo malissimo... e poi ho pensato a Chiara, ke presto la rivedrò e andremo a comprare mutandine sexy insieme =P , e a Stefania, ke invece nn so qnd la rivedrò =( , e a Bina ke è da un po' ke nn la sento e avendo finito i soldi nn so ke fine abbia fatto =S , e si, insomma ho ponderato un po'...poi mi è venuto un gran sonno e sn andata a letto...

    Mah... sta cosa è iniziata in modo quasi poetico ed è finita così... eheheh...

    Qst è un vecchio intervento del vecchio blog...però l'ho ritrovato e l'ho messo... =P

     
     
     
     

     

    5.04

    E’ quasi l’alba. Il cielo non è più buio, ma nemmeno completamente illuminato. Non c’è neanche una nuvola, solo un’enorme distesa violetto-grigiastra che va a sfumare i contorni dei palazzi rosa-arancioni davanti alla mia finestra. Quella parte di cielo che si trova alla mia sinistra, invece, sembra più scura, a confronto con il palazzo grigio, mentre il riflesso della luce sul vetro fa apparire come un rettangolo luminoso che lo schiarisce. La lampada, anch’essa riflessa nel vetro, è quasi dello stesso colore del cielo, e si riesce a riconoscere solo la decorazione più chiara e il lobo di luce al suo interno. Gli uccelli cantano. Riesco a distinguere forse cinque tipi diversi di cinguettii. Mi chiedo se siano vari uccelli o solo varie cose che si stiano comunicando. E’ un concerto piacevole, ma ogni tanto un uccello passa sfrecciando davanti alla mia finestra aperta e il suo cinguettio diventa quasi uno stridio… E’ bello, rilassante, e anche il canto di un uccello che mi ricorda il frinire delle cicale non mi infastidisce. Piano piano si sta schiarendo. Il cielo è più grigiastro e meno violetto, anche se più luminoso e perfino il riflesso della luce ora si confonde con lo sfondo del cielo. Le luci dei lampioni non risaltano più come prima, ma il riflesso arancione che illumina i pali, i primi piani di un palazzo e le cime degli alberi mi trasmette allegria. Da un po’ si sentono anche altri rumori, oltre il canto degli uccelli; ora una macchina, ora una moto. Prima il rumore provocato da un uomo che ha chiuso bruscamente il portabagagli della sua auto mi ha fatto sobbalzare. Ora è sempre più chiaro, soprattutto una fascia all’altezza dei miei occhi. Non riesco a riconoscere se siano nuvole o semplicemente i primi raggi del sole che irradiano il cielo. La luna è sempre lì, grande e splendente, anche se un po’ più su di quanto era pochi minuti fa, quando l’ho guardata l’ultima volta. Non voglio che scompaia dietro i bordi, i limiti della mia finestra. Sono fatta così. All’alba preferisco guardare la luminosità sbiadita della luna, i suoi crateri e le sue montagne che spiccano grigi su uno sfondo giallo che si staglia netto sul cielo, piuttosto che le danze degli uccelli su un cielo sempre più rosa. Non riesco a smettere di guardarla. Dopo ogni frase smetto di scrivere e alzo gli occhi verso di lei. Sembra piantata lì. Inchiodata, inghiottita per poco meno di metà dal cielo. Non è perfettamente tonda, o almeno così mi sembra. Ha una parte un po’ più squadrata. Prima d’ora non mi ero mai accorta di come fossero i palazzi di fronte alla mia finestra. Una moltitudine di finestre e di balconi e comignoli (o qualcosa di simile…) arancione chiaro, gialli, rosa pallido. Adesso il cielo è celeste molto chiaro, ma ancora rosato e lievemente giallo verso il basso. Due sedie sul balcone del palazzo grigio mi fanno sorridere. Sono una a fianco all’altra e per un istante ho immaginato due anziani sposi ancora uniti dopo tanti anni. Ho sonno, ma voglio aspettare almeno finché il cielo non diventa definitivamente chiaro. C’è un solo filo di vento, che ogni tanto agita le tende del palazzo alla mia sinistra e entra dalla finestra, comunicandomi i suoi pensieri soffiandomi sul viso. Anche gli uccelli ora non cinguettano più come prima, non volano più di fronte la mia camera, come un tacito accordo fra loro, il vento e il sole che deve ancora sorgere, vero e unico protagonista di questo momento della giornata. Il sole. Da questa finestra non si può vedere ma so che sta sorgendo. Degli uccelli stridono come spaventati dal motore di una macchina. Ormai l’alba è giunta, con i suoi toni pastello e smorzati da una luce soffusa. Lancio un’ultima occhiata alla luna, ormai quasi completamente nascosta dall’angolo destro della mia finestra. E’ nitida, gialla, luminosa, grassa. Come una vecchia signora che aspetta il suo turno per sedersi al posto d’onore. Un uccello è appena passato davanti a lei e mi ha fatto sussultare. Ho provato a paragonarlo ad un’astronave, la prima che atterrò sulla luna, ma non è questo. E’ incredibile come una creatura piccola come un uccello possa far sembrare piccola anche la luna, la dama della notte, il faro nel mare delle stelle, colei che veglia sui sonni degli umani; regina messa in disparte dallo schiarirsi dell’alba, destinata a scomparire nella luce del giorno e a tornare sempre, ogni notte, e occupare il trono che nel buio le spetta. Ormai il cielo è chiaro, luminoso. Ormai l’alba non è più il momento del risorgere del sole, ma solo luci, caos, disordine che sbiadisce i contorni e offusca la vista. Non mi piace l’alba. E come l’oceano. Immenso. Infinito. Indefinito. Letale. Perdersi nell’alba vuol dire perdersi nell’oceano, ma senza i limiti dettati dalla spuma delle onde, dallo stagliarsi del cielo, dai riflessi del sole, dal colore intenso dell’acqua… perdersi in un turbinio di colori indistinti, soffocanti, in un universo puntinato che avvolge, toglie il fiato, stritola, ti riduce a nulla. Ho paura dell’alba. Ho paura di quello che potrebbe esserci dietro una tapparella abbassata, del ghigno malefico dell’alba e della sua risata crudele che mi risuona nelle orecchie mentre sto scrivendo… ho paura dell’alba. Ho paura dell’immenso, dell’infinito, di non avere limiti che possano frenare una mia caduta nell’alba, il mio scivolare verso l’ignoto, verso una fine che forse c’è e forse no, forse soffocata anch’essa dai colori dell’alba…

    Penso che andrò a letto…

    5.42